Questa mattina il Degreto Legge n. 133, tristemente noto come decreto Gelmini è divenuto legge dello stato. Non sono bastate le proteste degli studenti, ne quelle autorevoli di professori e studiosi per far comprendere alla destra la differenza tra governare e comandare. Berlusconi ci ha fatto capire che gli importa molto poco della democrazia, delle riforme condivise e della cultura e sembra aver seguito il consiglio del tristo senatore Cossiga che predica e pratica zizzannia da tutta la vita. Il nostro presidente del Consiglio annuncia già di voler modificare la finanziaria per elargire fondi alla Scuola privata, anche lui, del resto, è un imprenditore di questo settore. La Scuola Pubblica inaugura oggi uno dei periodi più bui della sua storia, perchè il Decreto Legge sulla riforma della Scuola emanato dal Ministro dell’Istruzione e dal governo risulta essere un provvedimento disastroso non solo per la qualità della Scuola, della didattica ma anche per il progresso della nazione. Le tasse che i cittadini pagano devono servire per la formazione dei ragazzi, futuro del nostro paese. Assicurare una congrua preparazione con classi formate da trentacinque alunni è assolutamente impossibile; come pure è importante che si mantenga quella pluralità di specializzazioni e di punti di vista che ora è assicurata da un team formato da più insegnanti e che poi sarebbe cancellata dal maestro unico. L’Italia è da molto tempo in fondo alle classifiche mondiali per le politiche scolastiche la causa di questo fatto è che da noi fare politica scolastica, negli ultimi venticinque anni, significa solo tagliare le risorse. Pensiamo che ci sono sprechi e altri tagli da fare e che bisogna continuare a garantire alle nuove generazioni quelle pari opportunità che la Scuola Italiana offre a tutti i cittadini. Per questo diciamo no all’eliminazione dei team pedagogici nelle classi della scuola primaria, no all’eliminazione del tempo pieno ed all’aumento degli alunni per classe. C’è da sperare che l’onda popolare della protesta non si plachi e trascini la destra verso il disastro politico che merita. Spero che l’opinione pubblica si concentri anche sull’anomalia tutta italiana degli insegnanti di religione cattolica, che vengono scelti direttamente dal vescovo ed entrano di ruolo senza aver mai fatto concorsi pubblici. Sono presenti in tutti gli ordini di scuola, anche alle superiori, dove il 70% degli studenti è esonerato dalla materia. Sarebbe ora di eliminare gli sprechi iniziando proprio da questo argomento, questione sulla quale il Consiglio Europeo ci ha già chiesto chiarimenti da qualche mese.
LA DESTRA NEGA IL DIRITTO ALL’ISTRUZIONE
Mercoledì 29 Ottobre 2008 di francescatammone
Pubblicato in Beni Comuni, Generale, Programma | Ancora nessun commento.
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