Mario CONTINI Jr.
Domenica 16 Marzo 2008 di sinistraarcobalenonettuno
“Non è grave il clamore chiassoso dei violenti, bensì il silenzio spaventoso degli uomini onesti.” - Martin Luther King
Sono un immigrato di ritorno. Genitori italiani emigrati in Brasile all’inizio degli ‘50. Vivo in Italia da circa 18 anni. Sono partito dal Brasile portando con me tantissimi sogni. Anche se nato in Brasile, e avendo vissuto per tanti anni in quel paese, sono stato educato a sentirmi più italiano che brasiliano.
Gli italiani emigrati all’estero trasmettono ai loro figli quell’amore enorme per il paese che avevano lasciato pieno di nostalgia. Mi sentivo appartenente ad una cultura che conoscevo soltanto attraverso i racconti dei miei genitori. In antropologia, spiegano questo fatto come “il ritorno dell’eroe scomparso”. Nonostante i motivi “negativi” che hanno portato o spinto i miei genitori, così come tanti altri italiani, a lasciare “il bel paese”, hanno trasmesso ai loro figli l’idea di una nazione che assomigliava al Paradiso in terra.
Immediatamente dopo essermi laureato in Lettere, ho cominciato ad insegnare “Lingua Portoghese e Letteratura Brasiliana” in un prestigioso Liceo di Brasilia. Finché ho lasciato tutto per “avventurarmi” alla ricerca delle mie origini, con la “scusa” di proseguire gli studi di Giurisprudenza in Italia, iniziati in Brasile dopo la Laurea in Lettere. L’anno seguente, non contento, mi sono iscritto a Scienze Politiche e mi sono laureato nel 1996. Naturalmente tra il sogno e la realtà le cose cambiano.
Poco a poco, nei primi mesi, avevo capito che non esisteva corrispondenza tra l’immagine trasmessa dai miei genitori con quella realtà che pian piano si presentava davanti agli occhi. Parlavo ma non mi sentivo ascoltato e quando mi domandavano - “di dove sei? - rispondevo che venivo dal Brasile – “ma io sono italiano!” – dicevo fiero di me. Oramai cominciavo a sentirmi, ancora una volta, straniero. Dopo essere stato Mario “l’italiano” in Brasile, in Italia ora mi chiamavano Mario “il brasiliano”. La mia identità andava a pezzi e già non mi sentivo né uno né l’altro.
Da circa dieci anni mi sono avvicinato al volontariato e all’associazionismo. Ho fatto un corso per mediatore linguistico-culturale ed ho cominciato a lavorare nel Terzo Settore, collaborando con alcune associazioni e cooperative di Roma. Nel 2004, insieme ad altri 16 cittadini rappresentanti 13 nazionalità diverse, abbiamo fondato l’Associazione Interculturale “Pontum” con sede operativa nel Comune di Nettuno, dove funziona lo Sportello “InformaImmigrati”che fornisce servizi di interpretariato, mediazione sociale interculturale, informazione e supporto sulle procedure e per l’accesso ai servizi, orientamento lavorativo, alla formazione professionale ed al reperimento degli alloggi autonomi, mantiene i rapporti con Questure, Enti Locali e con tutte le Istituzioni competenti sul territorio. Il grosso dell’attività, sia per quanto riguarda il settore legale che il segretariato sociale, si realizza nel supporto informativo e di orientamento fornito agli immigrati nell’espletamento delle pratiche relative ai permessi di soggiorno ed alle relative pratiche complementari ed alla piena fruibilità dei diritti di cittadinanza, promuovendo i percorsi di inserimento ed integrazione psico-sociale. MEDIAZIONE SOCIALE INTERCULTURALE E LINGUISTICO-CULTURALE, fin dalla costituzione dell’Associazione sono state dedicate grandi attenzioni alle attività rivolte ai migranti e realizzate presso le sedi e presso le varie comunità;
SCOLARIZZAZIONE DEGLI IMMIGRATI (dal 2004), corsi di lingua italiana per stranieri, in partnenariato con il 18° C.T.P. – Centro Territoriale Permanente - Nettuno;
LABORATORIO INTERCULTURALE presso le scuole del litorale Pontino finalizzati alla promozione delle comunità straniere sui territori del Litorale romano;
CENTRO ESTIVO - attività estiva interculturale e ricreativa con bambini sia italiani che stranieri.
BIBLIOTECA INTERCULTURALE “CULTURA VIVA” – INCONTRI CON L’AUTORE - nasce all’interno del progetto relativo alla creazione di una Biblioteca Interculturale (Internazionale) aperta al territorio del 43° Distretto, in collaborazione con il 18° Centro Territoriale Permanente per l’Educazione degli Adulti e la Scuola Media Secondaria di Primo Grado “Ennio Visca” di Nettuno. Crediamo fermamente che la conoscenza, per tradursi in cultura, non debba avere confini “geografici”, e che se non si riconoscono, nella lettura del mondo, patrimoni diversi da quelli del proprio paese non ci potrà mai essere reale comunicazione con le “alterità”. La “Biblioteca Interculturale” vuole quindi essere un luogo di incontro dove le persone possano trovarsi, conoscersi, comunicare, informarsi, crescere insieme, indipendentemente dalle reciproche diversità; un luogo di mediazione tra le culture cosiddette “altre” e quella del paese accogliente; un luogo che possa testimoniare l’esistenza di un patrimonio culturale senza confini: un patrimonio dell’umanità.
Ho vissuto entrambi gli aspetti migratori, l’emigrazione dall’Italia dei miei genitori e, in prima persona, emigrato dal Brasile in Italia. Come candidato al Consiglio Comunale di Nettuno voglio affrontare la questione migratoria non solo con servizi di assistenza e per pratiche burocratiche, ma considerare gli immigrati come concittadini e promuovere un loro processo di inserimento attivo nella vita della città. Proprio per questo voglio proporre la nascita della “Consulta cittadina per l’integrazione e la cittadinanza”, un’opportunità per i cittadini italiani e stranieri di costruire insieme forme nuove e più efficaci di partecipazione alla vita pubblica.
Da anni l’Associazione Interculturale Pontum propone la nascita di un Ufficio per l’Integrazione e la Cittadinanza all’interno del Comune. Partire dalla promozione in ogni quartiere di gruppi misti per genere e paese di provenienza, con lo scopo di un riconoscimento reciproco come concittadini, con pari diritti, pari doveri e pari interessi per il benessere del quartiere in cui si abita. Immigrati e italiani insieme per prendersi cura della città, in modo da evitare una città frammentata in gruppi e da contrastare contrapposizioni strumentali.
Nella realizzazione delle attività verranno coinvolte anche le associazioni ed enti del territorio.
Per dare concretezza all’iniziativa, ogni gruppo nominerà quattro rappresentanti, un uomo e una donna italiani e un uomo e una donna immigrati, che costituiranno l’Assemblea cittadina per l’integrazione e la cittadinanza. Questa Assemblea potrà diventare “Consulta cittadina per l’integrazione e la cittadinanza”, con il compito da una parte di gestire al meglio i rapporti di Rete e dall’altra di fungere da interlocutore primo e permanente delle istituzioni cittadine per quanto riguarda le politiche dell’integrazione e della cittadinanza.
Dobbiamo pensare ai tanti anziani con più di 65 anni, a tutti quelli che hanno già superato i 75 anni, per i quali un grandissimo numero di donne che fanno le “badanti” e che rappresentano un’offerta di assistenza insostituibile. Un “Ufficio per l’integrazione e la Cittadinanza” dovrebbe diventare la leva che muoverà i Servizi Sociali nei confronti degli stranieri: servizi, punti d’incontro, sportelli d’informazione e di accompagnamento.
Non all’assistenzialismo fine a se stesso, non al buonismo caritatevole, ma un’azione volta a dare sostegno, formazione, casa, lavoro, in cambio della quale si chiede responsabilità e rispetto delle regole. Diritti e doveri. Una politica a favore dell’integrazione ed un governo cittadino solidale ed efficiente possono garantire la speranza di un futuro migliore.
This page has the following sub pages.
Lascia una Risposta
Devi aver fatto il login per inviare un commento