DA MIGRANTI A MIGRANTI – UN VOTO PER UNA SCELTA DI PARTE
Lunedì 24 Marzo 2008 di sinistraarcobalenonettuno
Dando seguito al progetto di costruzione di un percorso di cittadinanza e rappresentanza civile e politica delle Comunità Straniere esistenti sul territorio, l’Associazione Interculturale “Pontum” ha iniziato una mappatura della presenza immigrata nel Territorio di Nettuno.
Una presenza diversificata
Il Comune di Nettuno è tra i Comuni a maggiore densità di cittadini stranieri in percentuale sul totale della popolazione (2.551 persone - dati comunali al 31.12.2007 - le nazionalità più rappresentate sono la bulgara, 594; seguita da molto vicino dalla Romania, 593; Tunisia, 254; Polonia, 133; Marocco, 116; Albania, 105; India, 75; e altri 681), che in aggiunta alle presenze irregolari e ai ricongiungimenti familiari che si sono verificati nel 2003/04 in seguito alla regolarizzazione ai sensi del DL 189/02; le disposizioni normative del decreto legislativo 30/2007 che aveva dato attuazione alla direttiva europea 38/2004, relativa al diritto di soggiorno dei cittadini dell’Unione e dei loro familiari, del diritto di circolazione e soggiorno dei cittadini UE nei Paesi membri, che portarono ad un aumento di alunni stranieri nelle scuole, che richiede un intervento specifico e mirato alle esigenze.
La componente femminile registrano valori rilevanti nel comune di Nettuno dove raggiunge il 50,80%. E’ questa una conferma della tendenza rilevata in questi anni nei flussi migratori diretti verso l’Italia, sempre più caratterizzata dalla partecipazione femminile, in particolare per le migrazioni provenienti dall’Est europeo e specialmente dalla Romania.
Le Donne
Si può evidenziare, per quanto riguarda le donne, in particolare straniere, che il problema del disagio emerge con grande forza e che questa problematica investe l’intero tessuto sociale. Alla carenza di servizi, all’ignoranza rispetto a quelli esistenti, alla scarsità di tempo e di cultura dell’ascolto delle famiglie. Il fenomeno della migrazione implica, fenomeni discriminatori ma la migrazione al femminile comporta una doppia discriminazione: intergenere (uomo/donna) e intragenere (donna/donna), la prima dovuta alla subalternità sia nel contesto familiare che della comunità etnica alla quale esse appartengono; l’altra deriva dalla diversità di trattamento subito quando le immigrate si relazionano con donne di diversa etnia. Per cui il “diverso” non viene considerato nella sua accezione positiva e di arricchimento socio-culturale dell’individuo e della società, ma viene associato al concetto di “diverso” in quanto “estraneo”, con connotazione negativa in quanto non riconosciuto dai codici in seno alla società e al luogo in cui viviamo e a cui apparteniamo.
L’analisi generale, a livello regionale, ha mostrato un lieve miglioramento per quanto attiene alle immigrate occupate regolarmente nel territorio, ma si registrano ancora episodi di discriminazione (bassi salari, turni pesanti, condizioni di lavoro insalubri, lavoro in nero, etc.) che ostacolano il raggiungimento della cosiddetta “integrazione ragionevole” espressa dalla Commissione per le Politiche di Integrazione degli Immigrati.
Nello specifico, nel territorio di Nettuno si registra una presenza di donne immigrate autonome che lavora prevalentemente nell’ambito dei servizi di cura e domestici.
Si registrano mancanza di tutela lavorativa e sociale, di miglioramento professionale e di valorizzazione della donna e della sua identità.
Si rileva una totale mancanza di iniziative che garantiscano l’accesso ai servizi per le donne immigrate regolarmente occupate.
Si presenta condizioni discriminanti, nel senso che il flusso di immigrate per motivo di ricongiungimento familiare subisce discriminazioni nel sociale e nello svolgimento di attività lavorative in nero, pur trovandosi in situazione di regolarità dal punto di vista giuridico.
Risulta alquanto difficoltoso promuovere il miglioramento delle condizioni di vita delle immigrate in tali situazioni.
Inoltre, le attività di formazione professionale, orientate per la maggior parte alle donne italiane, non facilitano il raggiungimento degli obiettivi di Integrazione ragionevole e di convivenza sociale.
La sfida più importante dovrebbe cercare di dare risposta allo sviluppo della convivenza sociale nel territorio del Distretto Socio-sanitario RMH6 e aiutare le immigrate ad acquisire competenze professionali tali da garantire loro un miglioramento delle condizioni di vita; accesso ai servizi, miglioramento delle condizioni lavorative.
La soluzione potrebbe essere un tentativo di riduzione dei fenomeni discriminatori all’accesso al lavoro, elaborando forme di conciliabilità del lavoro e della vita familiare e il processo di integrazione sociale delle donne immigrate.
Dalle statistiche socioculturali, è evidente la grave mancanza di strutture nelle quali le donne possano: esprimere se stesse; trovare stimoli culturali; riconoscere e valorizzare progettualità personali e collettive; acquisire stima in se stesse e fiducia nella comunità di appartenenza; acquisire abilità e competenze specifiche; uscire, quindi, dallo stato di impotenza e noia, che spesso caratterizza questa particolare categoria di persone.
In particolare, le maggiori problematiche vissute dalla popolazione immigrata nel Territorio di Nettuno sono le seguenti:
- difficoltà nell’inserimento sociale, linguistiche e di comprensione culturale del sistema di funzionamento della società,
- difficoltà nell’accesso ai diritti di cittadinanza ed alle strutture pubbliche sanitarie, educative e scolastiche, sociali, PP.SS.,
- difficoltà nel realizzare intero percorso di regolarizzazione dello status giuridico dell’intero nucleo familiare,
- difficoltà generazionali e culturali nei nuclei familiari stranieri,
- difficoltà economiche del nucleo familiare,
- difficoltà nella ri-progettazione della vita,
- difficoltà negli studi e nell’equipollenza dei titoli di studio,
- difficoltà nella socializzazione con il territorio e con la popolazione italiana,
- difficoltà delle categorie vulnerabili nel processo di inserimento sociale.
Le donne immigrate non sempre hanno un punto di riferimento chiaro nei coniugi o figli, o negli amici in genere, a fronte alle contraddizioni e difficoltà che trovano nel loro percorso. A queste contraddizioni delle donne in genere si aggiungono le difficoltà delle donne straniere che spesso tendono all’isolamento all’interno delle proprie mura domestiche.
Le comunità molto “chiuse” come ad esempio alcune comunità asiatiche (166 a Nettuno) o persone di sesso femminile appartenenti a paesi di cultura mussulmana (circa il 43,75% sono donne), anche dopo diversi decenni di soggiorno, continuano a vivere in stato di isolamento.
Negli ultimi anni, è notevolmente aumentato il numero delle donne straniere arrivate in seguito a ricongiungimento familiare che si trovano improvvisamente private della rete parentale, in un paese di cultura completamente diversa da quella originaria.
Minori
I minori di origine straniera, invece, hanno un’incidenza percentuale più rilevante nei comuni della provincia rispetto alla città di Roma: se a Roma i minorenni rappresentano il 14,3% della popolazione non italiana, nel comune di Nettuno è del 20,5%. Si può ipotizzare che la tendenza sia dovuta a una maggiore concentrazione dei nuclei familiari fuori dalla città di Roma, probabilmente per la migliore qualità della vita e i costi più contenuti che i centri più piccoli assicurano rispetto alla grande città; in particolare, il mercato della casa è di più agevole accesso, sia per l’affitto che per l’acquisto, nei comuni della provincia.
Uno dei problemi più complessi e di più forte impatto sulla società è quello della “seconda generazione” ovvero i figli di immigrati nati nel paese di origine o nel paese di arrivo che vivono momenti critici dovuti alla difficoltà nella definizione e costruzione di una propria identità: per loro non è facile individuare con chiarezza un gruppo di appartenenza culturale. Si possono creare quindi squilibri ed estremizzazioni delle connotazioni culturali del paese di origine (proprio o della famiglia) o di quello di arrivo. La scolarizzazione è una fase delicatissima che dovrebbe tenere conto di questi meccanismi e stimolare, anche attraverso strategie di mediazione, la creazione di uno spazio intermedio rispetto alle culture diverse in cui si possa sviluppare un nuovo modello di identità di ordine trans-culturale ovvero una identità concepita a partire da molteplici modelli di identificazione.
Scuola
Non risulta sul territorio di Nettuno un piano organico e coordinato di attività che attengono alle competenti Amministrazioni rivolte a favorire l’integrazione scolastica. Encomiabili iniziative a riguardo sono promosse solo da alcuni Istituti e da alcune insegnanti.
Tra gli alunni stranieri le principali comunità risultano essere minori tunisini, marocchini, bulgari e rumeni che costituiscono nell’insieme il 40% di alunni stranieri. Importante rilevare che il 42,85% sono bambini nati in Italia e il 57,15% sono all’estero.
Le maggiori problematiche vissute dai cittadini stranieri nel territorio di Nettuno sono le seguenti:
Tra le problematiche vissute dalla popolazione straniera nel territorio, possiamo dire che al primo posto troviamo quella relativa alla mancanza di informazioni relative alle tematiche sociali: Casa/Alloggio, Lavoro, Regolarizzazione status giuridico, Scolarizzazione/formazione professionale, Sostegno economico, Minori/unità familiare, (re)inserimento sociale. In seguito le problematiche legate all’area sanitarie/psicologiche, seguite da quelle legali.
- difficoltà nell’inserimento sociale, linguistiche e di comprensione culturale del sistema di funzionamento della società,
- difficoltà nell’accesso ai diritti di cittadinanza ed alle strutture pubbliche sanitarie, educative e scolastiche, sociali, PP.SS.,
- difficoltà nel realizzare intero percorso di regolarizzazione dello status giuridico dell’intero nucleo familiare,
- difficoltà generazionali e culturali nei nuclei familiari stranieri,
- difficoltà economiche del nucleo familiare,
- difficoltà nella ri-progettazione della vita,
- difficoltà negli studi nelle scuole d’obbligo e nell’equipollenza dei titoli di studio,
- difficoltà nella socializzazione con il territorio e con la popolazione italiana,
- difficoltà delle categorie vulnerabili nel processo di inserimento sociale.
Situazione lavorativa nel Comune di Nettuno
In alcuni casi, è provato che le difficoltà di trovare un lavoro in regola sono fortemente aumentate (circa 49.8 % delle persone) e che, in molti casi, la regolarizzazione del lavoro per il rinnovo del permesso di soggiorno pesa economicamente solo sul lavoratore. Condizione “sine qua non” per ottenere in contratto di lavoro e l’iscrizione INPS, documenti necessari per il rinnovo del permesso di soggiorno.
Situazione Alloggiativa
L’alloggio (32%) è l’esigenza più forte dopo il lavoro (49%) e viene prima della regolarizzazione del soggiorno (31%) e costituisce per gli immigrati la maggiore difficoltà incontrata sul territorio. Circa il 71% degli stranieri non si trova bene nella casa che ha in affitto; 7 persone su 10 sottolineano l’affitto troppo caro, la mancanza di spazio e la difficoltà di coabitare (conseguenza l’impossibilità di richiedere in particolare la carta di soggiorno perché la casa non è conforme alla legge regionale 2/2000 e quindi non ottengono l’attestato di conformità della casa necessario per completare la documentazione per i motivi di cui sopra); più della metà denuncia la mancanza di un contratto e il continuo pericolo di sfratto. (Identico atteggiamento dei datori di lavoro); quasi la totalità lamenta le condizione strutturale cadente degli appartamenti. E’ evidente la formazione di quartieri in cui vivono solo stranieri.
Convivenza, inclusione, cittadinanza
Come abbiamo potuto costatare, nel territorio di Nettuno sono presenti moltissime nazionalità diverse provenienti dalle più disparate regioni del mondo, che chiedono al governo locale una forma ufficiale di rappresentanza che possa loro permettere di partecipare come normali cittadini alla governance locale.
Ringrazio “la Sinistra Arcobaleno” per la possibilità di partecipare alle prossime elezioni amministrative del 13/14 Aprile come candidato al Consiglio Comunale di Nettuno, dando così voce ad una parte consistente della popolazione, quella immigrata.
Come candidato al Consiglio Comunale di Nettuno voglio affrontare la questione migratoria considerando gli immigrati come concittadini e promuovere un loro processo di inserimento attivo nella vita della città. Proprio per questo voglio proporre la nascita della “Consulta cittadina per l’integrazione e la cittadinanza”, un’opportunità per i cittadini italiani e stranieri di costruire insieme forme nuove e più efficaci di partecipazione alla vita pubblica.
L’altro strumento importante per una valida politica di integrazione delle comunità straniere è l’elezione di Consiglieri Aggiunti al Consiglio Comunale: l’organizzazione di un’assemblea rappresentativa multietnica che possa rappresentare gli interessi che le singole etnie e/o comunità esprimono e possa essere l’interfaccia tra i Consiglieri Aggiunti e la base elettorale straniera; assicurare loro l’esercizio di funzioni consultive; i Consiglieri Aggiunti espleteranno una forma di rappresentanza generale di tutti gli stranieri, a prescindere dalle particolari esperienze della città condotte dai vari gruppi nazionali mentre il modello di governance che l’Amministrazione si ispirerà nel riconoscere la necessità e l’importanza della partecipazione e della considerazione anche delle specifiche esigenze e valutazioni espresse dagli appartenenti alle singole nazionalità.
La partecipazione delle comunità straniere all’azione politica e amministrativa dell’Amministrazione Comunale stessa è uno degli obiettivi base per raggiungere nella prossima legislatura il livello qualitativo di governance desiderato, attraverso la “Consulta Cittadina per la rappresentanza delle comunità straniere nella città di Nettuno”, l’elezione di Consiglieri Aggiunti al Consiglio Comunale e l’approvazione di un Patto di integrazione - indicazioni e opportunità per una multietnicità sostenibile”.
Da migranti a migranti – un voto per una scelta di parte.
Mario Contini Junior
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