Rosario DE ROSA
Martedì 18 Marzo 2008 di sinistraarcobalenonettuno
Sono nato a Napoli nel 1962 e cresciuto a Gragnano un paesino sui monti Lattari, vicino alla Costiera Sorrentina.
Ho seguito gli studi per ragioniere e mi sono diplomato nel 1981 a Santa Maria Capua Vetere.
Nel 1983 ho vinto un concorso e sono stato assunto in Banca d’Italia e come prima destinazione sono stato assegnato presso la Filiale di Pavia, poi nel 1989 sono stato trasferito a Roma e dal 1998 lavoro a Latina.
La mia esperienza lavorativa è stata piuttosto varia, ho seguito i vari aspetti della gestione di un ufficio curando la gestione del personale, i rapporti con i fornitori e la gestione degli immobili.
Ho lavorato parecchi anni nel servizio di Tesoreria dello Stato seguendo i rapporti con la clientela istituzionale (uffici pubblici,enti statali e banche), dal 2005 lavoro anche nella gestione del contante prestando servizio di cassa e avendo contatto continuo con il pubblico e gli utenti dell’Istituto
Sempre presso la Banca d’Italia dal 1984 mi sono impegnato nella vita sindacale dell’Istituto, ricoprendo cariche locali, regionali e Nazionali. Dal 2006 sono componente del Collegio dei Probiviri della Federazione Autonoma Lavoratori Banca d’Italia – FALBI aderente alla CONFSAL.
Sono stato sempre impegnato nella vita ecclesiale nelle varie città dove ho abitato e dal mio matrimonio, insieme a mia moglie, seguiamo con attenzione le problematiche familiari.
Sono sposato dal 1994 e ho due figli di 10 e 5 anni.
Mi sono avvicinato al’impegno politico da poco, con lo stesso spirito con cui ho vissuto l’impegno sindacale: cercare di fare il massimo per servire chi mi è vicino.
Abito da 14 anni a Nettuno e con dolore ho visto cambiare questa Città che, da gioiello del Tirreno, è diventata ….. non lo so definire.
Quello che addebito a chi ha amministrato questa Città è la loro mancanza di amore per il posto in cui si vive.
Chi amministra una Città, può anche sbagliare, ma quando non la ama, la fa degradare, porta i suoi abitanti alla rassegnazione al disamore e al disinteresse per la cosa pubblica, commette una colpa gravissima. Mio intendimento è quello di far innamorare di nuovo i Nettunesi della propria Città, ad essere partecipi del destino del posto in cui vivono.
Voglio che quando si dice: “sono di Nettuno”, lo si esprima con orgoglio e non con amarezza.
Io sono di Nettuno
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